Chi può aprire una partita Iva agricola? Secondo l’articolo 2135 del Codice Civile l’imprenditore agricolo è “chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse“. Quali sono le attività connesse? Tutte quelle “dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali“, comprese “le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità“. Al momento dell’apertura non è necessario dimostrare il possesso di fondi o di una fattoria, perché si possono affittare anche in un secondo tempo.

Perché può essere interessante creare un’impresa agricola? Il legislatore ha deciso di dare alcuni vantaggi fiscali a queste attività. Il caso più classico è rappresentato dal “regime di esonero” che riguarda le imprese che operano in questo settore con un fatturato massimo di 7.000 Euro all’anno. In questo caso si è esonerati da qualsiasi obbligo contabile e dichiarativo – compresa la dichiarazione dei redditi. L’unica cosa che bisogna fare è tenere ordinatamente sia le fatture di acquisto sia quelle emesse dai clienti per conto dell’imprenditore agricolo.

Questo vantaggio ovviamente non è mai obbligatorio. L’imprenditore agricolo può sempre optare per l’applicazione dell’Iva in maniera ordinaria – e questa scelta può essere conveniente se ad esempio vogliamo effettuare degli investimenti per la nostra attività. In linea di massima comunque le imposte legate al possesso di una partita Iva agricola sono inferiori rispetto a quelle pagate da altri tipi di imprese.