Quante volte abbiamo sentito parlare di austerity e quante volte di politica monetaria in questo momento di crisi del Vecchio Continente. Eppure, una delle protagoniste della gestione del debito sovrano, la Banca Centrale Tedesca, non è quasi mai presa in considerazione. 

Un interessante articolo di politica economica è stato scritto dalla rivista Giornalettismo che si è dedicata all’analisi della Bundesbank. La Banca Centrale tedesca, infatti, nel momento in cui la Germania fa la voce grossa in Europa, può considerarsi tranquillamente un centro di potere dell’UE.

La Bundesbank ha fatto fortuna con la crisi dei debiti sovrani, esplosa proprio nel momento in cui al vertice della banca è arrivato Jens Weidmann che ha trasformato questo istituto nel depositario dell’austerità.

A livello di cronaca il ruolo di Weidmann è stato cruciale nello scorso G20. La crisi in Europa stava minacciando seriamente i conti di Italia e Spagna e tutti sembravano d’accordo con la proposta di Sarkozy di usare le riserve delle banche centrali per aiutare il FMI a ridurre le tensioni sui mercati.

Weidmann disse no ad una proposta che sembrava volesse inaugurare una fase di finanziamento diretto dello Stato attraverso i fondi delle banche centrali. Da quel momento in poi la Bundesbank ha fatto il bello e il cattivo tempo.