Tremonti insiste nel presentare la manovra economica, sull’obiettivo del 2014, il pareggio del bilancio.

Una condizione necessaria per evitare che il paese sprofondi nella crisi economica, com’è già accaduto in Grecia.

Il rischio contagio, ne parlano tutti, è davvero dietro l’angolo, soprattutto se anche le agenzie di rating non sono tenere con il nostro paese.

Proprio per questo, un professore dell’Università Bocconi di Milano, Roberto Perrotti, con un collega docente in America, Luigi Zingales, ribadiscono dalle pagine del Sole 24 Ore, l’importanza di raggiungere il pareggio del bilancio già l’anno prossimo.

Se l’obiettivo fosse spostato su una prospettiva di breve periodo, sarebbe necessario un grosso impegno economico da parte dei cittadini, ma anche una svolta nella politica economica di tutto il paese.

Per esempio, spiegano i due professori, bisognerebbe aumentare le entrate ma soprattutto ridurre le spese.

Il secondo miniobiettivo comporterebbe un intervento deciso in materia previdenziale e non solo.

Dovrebbero essere tagliati i costi della politica da subito e ridurre i sussidi alle imprese che, in molti casi, non aiutano la crescita economica di un settore produttivo.

Raggiungere il pareggio, dunque, vuol dire portare a zero il saldo tra entrate e uscite dello Stato.

Il bilancio inserito nella manovra, generalmente è previsionale perché indica la tassazione e i provvedimenti che saranno usati per incassare denaro e contiene le spese che lo stato è chiamato a sostenere.