Forse è solo una battaglia tra il Time e il Wall Street Journal. Ad ogni modo c’è chi dice che l’Irlanda sia ormai pronta a ripartire a livello economico e chi spera che sopravviva agli strascichi della crisi. Ecco una panoramica sulla crisi irlandese

Il Time ha dedicato all’Irlanda una copertina di qualche settimana fa, spiegando che il paese era pronto a ripartire a livello economico, imponendosi in alcuni settori. Un consulente finanziario del Wall Street Journal, molto attivo anche nell’ambito della protezione dei consumatori, ha detto che sebbene sia stata evitata la bancarotta, adesso la crescita è ancora lontana. 

L’Irlanda è stato il primo paese colpito dalla crisi, una crisi ancora più forte se si considera che dal 1994, quando per la riduzione delle imposte e dei tassi che avevano attirato investitori, c’era stata un’espansione considerevole del paese.

Poi, a bloccare questo periodo florido, ci ha pensato come al solito una bolla immobiliare scoppiata tra il 2004 e il 2008. Il problema dell’Irlanda era che per costruire ed acquistare immobili il paese si era indebitato eccessivamente.

Le banche irlandesi, quindi, non hanno più trovato chi fosse disposto a finanziarle, una volta saturato il mercato immobiliare e così è iniziata la recessione irlandese. Il paese si è accollato il debito di sei banche  facendo passare il suo debito dal 25 al 108 per cento del PIL.

La richiesta di aiuti all’UE e al FMI ha poi determinato l’austerity.