Il gigante dei prodotti elettronici Panasonic si appresta a chiudere un anno orribile, che lo dovrebbe vedere registrare la peggiore perdita di sempre, con la sola eccezione del 2002. La società nipponica ha, infatti, annunciato di attendersi nell’anno fiscale che si chiuderà il 31 marzo una perdita di 780 miliardi di Yen, molto superiore ai 420 miliardi che erano stati predetti lo scorso mese di ottobre.

A pesare sui conti della società dovrebbero essere il rallentamento dell’economia a livello globale, che ha frenato la crescita delle esportazioni, la forza dello Yen nei confronti delle principali valute internazionali, fattore negativo sulla redditività delle operazioni estere, e l’alluvione in Thailandia, che bloccato la catena produttiva. In particolare quest’ultima ha avuto un peso rilevante: Panasonic è stata costretta in ottobre ha chiudere ben tre stabilimenti produttivi presenti nel Paese. Questi effetti negativi si sono andati ad aggiungere agli effetti devastanti del terremoto che ha colpito il Giappone lo scorso mese di marzo.

Le prospettive di medio periodo della società dipenderanno in larga parte dalla capacità di guadagnare quote di mercato nel settore delle televisioni, che fruttano al gruppo nipponico un giro d’affari annuo pari a un miliardo di yen. Per questo motivo Panasonic ha comprato durante l’anno Sanyo. Tuttavia gli esperti stimano che il mercato delle TV potrebbe contrarsi tra il 7 e l’8% nei prossimi anni.

Panasonic non è, però, un caso isolato all’interno del panorama delle società giapponesi produttrici di beni elettronici. Anche Sony e Sharp sono state recentemente costrette ad abbassare le proprie stime sui conti dell’anno in corso.