In dirittura d’arrivo il decreto che stabilisce i criteri con cui verranno erogati, nei prossimi due anni, i quaranta miliardi di arretrati che enti locali ed amministrazioni centrali devono ai loro fornitori. Il dimissionario consiglio dei ministri targato Monti dovrebbe riunirsi domani mattina per licenziare il decreto legge.

Tra le brutte sorprese che ci lascia il nostro premier dimissionario è la possibilità per le regioni di anticipare i tempi di pagamento dell’addizionale Irpef regionale… Prima che il Tesoro indichi per ogni ente le disponibilità per pagare le fatture, ogni ente potrà pagare una prima tranche di debiti ricorrendo ai residui passivi in conto capitale – un po’ come chi paga il caffé ricorrendo alle monetine che trova in fondo alla borsa…

Gli enti che non hanno liquidità potranno ottenere prestiti da un fondo che dovrebbe avere una dotazione di due miliardi sia per il 2013 che per il 2014. I prestiti avranno una durata trentennale e in caso di mancato pagamento della quota di ammortamento, tali somme verranno dedotte dall‘Imu riservata ai comuni – o nel caso delle province dall’imposta relativa all’assicurazione di responsabilità civile per l’auto.
Gli enti locali infine non potranno ricorrere all’indebitamento per gli investimenti se non un’attestazione che indichi il rispetto del patto di stabilità interno.

photo credit: nexa.center via photopin cc