Un rapporto della Jp Morgan sta mettendo in relazione quello che è successo in Spagna a quello che potrebbe succedere in Italia con i pagamenti alla Pubblica Amministrazione in programma. Le simulazioni su quanto fatto dal governo spagnolo porterebbero ad essere ottimisti.

Secondo la banca d’affari statunitense, un piano aggressivo di pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione – in misura pari a circa il 5% del Pil, potrebbe portare ad un aumento del Prodotto Interno Lordo in una misura compresa tra l’1,25 e il 3,4 per cento.

Secondo Jp Morgan, i pagamenti programmati dalla Spagna lo scorso autunno, hanno avuto un effetto sul Pil – secondo il governo di Madrid – “tra lo 0,5 e lo 0,8 per cento. Secondo noi tuttavia l’impatto è stato anche superiore”.
Le valutazioni operate dall’istituto di credito partono da due dati: il fiscal drag – ovvero l’aumento della pressione fiscale sui cittadini a seguito della pressione dell’inflazione – nel 2012, in aumento del 2,5%, e un’ipotesi di moltiplicatore fiscale tra l’1 e l’1,5%.
Nel primo caso è stata calcolata una crescita – o ad una mancata decrescita – per questa mossa pari allo 0,7% del Pil. Con un moltiplicatore fiscale dell’1,5% – più adatto secondo Jp Morgan al contesto economico in cui si trova l’Europa del Sud – la crescita o la mancata crescita originata dalla mossa sarebbe pari all’1,7-1,8% – e in assenza dell’impatto del fiscal drag, l’aumento sarebbe stato quasi doppio.

La Spagna ricordiamolo, ha sbloccato, l’autunno scorso, circa 27 miliardi di euro – 9,3 miliardi di debiti degli enti locali e 17,7 delle Comunità autonome -, per un aumento dell’occupazione stimato in centomila posti di lavoro.

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