Serve un’altra dimostrazione del fatto che le tasse stanno uccidendo gli italiani? Il Corriere della sera ha fatto il punto sulle statistiche ministeriali legate al pagamento dell’Irpef.

L’imposta sul reddito colpisce 41,2 milioni di persone in Italia. Nel 2011 (dichiarazioni presentate nel 2012) il gettito, cioè l’insieme delle entrate per lo Stato, è stato misurato in 152,2 miliardi di euro. A questa cifra vanno aggiunti 14,4 miliardi provenienti dalle addizionali regionali e comunali.

Ma chi paga di più? Circa il 25% (9,8 milioni di persone) rientra nella no tax area, cioè non paga nulla perché ha il reddito troppo basso, oppure azzera l’imposta con le detrazioni. Il grosso del peso dell’Irpef ricade su lavoratori dipendenti e pensionati, i quali pagano l’81,5% di questa imposta, rispettivamente 85 e 39 miliardi.

Ci sono però delle sorprese derivanti dagli effetti delle diverse aliquote per fascia di reddito. Infatti chi guadagna tra 2.000 e 2.600 euro netti al mese (circa due milioni di persone, il 5% del totale) ha pagato 20,2 miliardi; si tratta del 13,2% dell’intero gettito. E’ il cosiddetto ceto medio, quello che sta per morire di tasse; si tratta infatti della fascia più tartassata, letteralmente.

Un’altra cifra rende ancora più palese l’ingiustizia del sistema. Chi guadagna un lordo superiore a 35.601 euro all’anno, pari a circa 2.000 euro netti al mese, ha versato nel 2011 il 51,7% di tutta l’Irpef nazionale, cioè 78,7 miliardi.

Si tratta di 4,1 milioni di persone. Significa che il 10% dei contribuenti paga da solo più della metà dell’Irpef.

E l’evasione fiscale è stimata in 120 miliardi all’anno. C’è di che diventare nervosi. O peggio.