Secondo un emendamento del Dl competitività, sui pagamenti in contante d’ora in poi per i cittadini dell’Unione Europea varrà la soglia adottata nello Stato di provenienza. Nella Ue, le norme sui limiti al contante sono molto diverse. Ci sono paesi, come la Germania o l’Olanda, dove non esistono limiti ai pagamenti in contanti, od altri, con soglie molte elevate: è il caso della Danimarca – con un limite pari a 13.400 euro – mentre in Slovenia e Belgio è di 15.000 euro.

Ci sono poi i paesi che hanno limiti simili a quello italiano – che ricordiamo è di mille euro. In Spagna ad esempio la soglia è di 2.500 euro, in Francia è invece di tremila euro – e ci sono ipotesi sul tavolo di portare il limite a 1.000 euro come abbiamo già fatto noi. I cugini d’oltralpe hanno comunque limiti diversi per il pagamento degli stipendi1.500 euro – e per la compravendita di metalli500 euro. 

Per i cittadini extracomunitari ci sono altri limiti. Dalla primavera del 2012, esiste una deroga che permette a questi soggetti di effettuare pagamenti in contanti fino ai 15.000 euro. Come sempre però c’è un ma, perché la norma prevede diverse condizioni: bisogna effettuare una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, far compilare al cliente un foglio in cui autocertifica che non ha cittadinanza italiana o di altro paese Ue, né che è residente in Italia, fotocopiare il passaporto del cliente, ed infine provvedere a versare il denaro sul proprio conto corrente entro il primo giorno feriale successivo all’operazione, consegnando all’operatore finanziario una copia della comunicazione fatta all’Agenzia delle Entrate. Fantascienza

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