Il governo Letta - grazie anche alla spinta del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni – che ricordiamo è stato direttore generale Bankitalia - punta a ridurre la possibilità di pagamento in contanti. L’obiettivo è evidente, ridurre l’evasione fiscale rendendo tracciabili i pagamenti in un paese dove, otto operazioni su dieci avvengono in moneta sonante.

Come molti di voi saprete, nella legge di stabilità è contenuto il divieto di pagare in contanti l’affitto, dal primo gennaio si potrà farlo solo con strumenti tracciabili, come bonifici o assegni – unica eccezione le case di edilizia popolare. Dal primo gennaio del 2014 – questo obbligo era previsto dal secondo decreto sviluppo del governo Monti – i pagamenti sopra i trenta euro a professionisti con fatturato superiore ai 200.000 euro dovranno essere tracciabili. Per questo tali professionisti dovrebbero dotarsi di Pos (per un costo stimabile in cento euro per l’attivazione e trenta per il canone mensile) per permettere pagamenti via bancomat o carta di credito.

C’è poi l’ipotesi di ridurre ancora il limite per l’utilizzo dei contanti – oggi stabilito a mille euro. Questo limite vale per i rapporti con clienti e fornitori, il pagamento di stipendi, il passaggio di denaro tra soci.

photo credit: Enrico Letta via photopincc