Si sta facendo strada la possibilità che venga innalzato il limite dei pagamenti in contante – al momento fermo a mille euro. In questi giorni la Camera ha dato il via libere delle mozioni della maggioranza su questo tema. Per cui il governo si sarebbe impegnato “a valutare la possibilità di assumere ulteriori iniziative normative, rispetto alle norme contenute nella delega fiscale, in materia di tracciabilità dei pagamenti e di fatturazione elettronica e contestualmente a valutare l’opportunità di una revisione della disciplina vigente in tema di uso del contante, prevedendo un innalzamento della soglia limite dei mille euro e ponendo l’Italia in linea con gli altri Stati europei“.

Se allarghiamo lo sguardo all’Europa si può osservare che 11 paesi dell’Unione Europea non prevedono limiti all’uso del contante, mentre la Francia ha un limite pari a 3.000 euro, la Spagna a 2.500 euro, la Grecia a 1.500 e infine arriviamo noi ed il Portogallo con il limite più basso – con sanzioni dall’1% al 40% degli importi trasferiti oltre la soglia con una penalità minima di 3.000 euro.

Le uniche deroghe consentite riguardano il commercio al dettaglio e le agenzie di viaggio: in questo caso il limite è di 15.000 euro ma riguarda solo stranieri non residenti in Italia – e non devono appartenere ad un paese dell’Unione europea. Perché si dovrebbe cambiare? Uno dei motivi è che questo limite non è servito a combattere l’evasione fiscale: tra il 2010 ed il 2011 il limite al contante è passato da 5.000 a mille euro, mentre contemporaneamente l’evasione è salita fino a sfiorare il 16% del prodotto interno lordo.

C’è poi da dire che l’Italia è un paese particolare, visto che ci sono quasi 15 milioni di persone che non hanno un conto corrente presso una banca, ed il mezzo di pagamento più diffuso continua ad essere il contante – con percentuali superiori al 90%. La soluzione più probabile è che il nuovo limite sia pari a tremila euro. Ma nelle mozioni non si parla di un limite proprio per lasciare al governo Renzi le mani libere.