In questi tempi di scontri tra le grandi potenze Orientali e Occidentali e grandi incertezze nell’economia mondiale iniziamo a preoccuparci di più per noi stessi, il nostro benessere e soprattutto per il nostro futuro, magari anche con qualche figlio. A questo proposito l’Economist Intelligence Unit (EIU) ha stilato una nuova classifica degli 80 paesi “migliori” in cui far nascere un bambino nel 2013 tenendo sotto analisi diversi fattori, totalmente mutati rispetto alla lista pubblicata nel 1988.

La ricchezza di un paese è uno dei fattori importanti, ma non fondamentale se teniamo in considerazione anche il tasso di criminalità e la fiducia dei cittadini nei  confronti delle istituzioni. Per questa classifica quindi sono stati presi in conto 11 indici statisticamente significanti, alcuni sono dei fattori fissi, altri variabili– anche lentamente – con il passare del tempo, soprattutto per via della politica e dell’economia mondiale.

Alla prima posizione sale la Svizzera che, in tutti i secoli di guerre e distruzione ha scelto di fare forse una cosa delle più intelligenti: rimanere neutrale, coltivando così la sua “piccola economia” e diventando uno dei paesi più ricchi e soprattutto sicuri d’Europa. Seconda posizione invece per l’Australia – 18esima nel 1988.

Nella top 10 dei paesi migliori troviamo solamente uno della zona euro: l’Olanda, all’ottava posizione, mentre si riscatta il Singapore, al sesto posto. I paesi nordici – Norvegia, Svezia , Danimarca e Finlandia – conquistano rispettivamente terzo, quarto, quinto e undicesimo posto.

Le grandi economie europee deludono perdendo posizione: Germania, Francia e Gran Bretagna scivolano rispettivamente alla 16esima, 26 e 27esima posizione e con l’Italia in 21esima posizione vengono sorpassati a sorpresa da Taiwan e Corea del Sud, rispettivamente 14esima e 19esima posizione. Tra i paesi peggiori in cui far nascere i propri figli, nelle ultime cinque posizioni, ci sono Angola, Bangladesh, Ucraina, Kenya e Nigeria.

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