Ogni anno nel compilare la dichiarazione dei redditi, i contribuenti possono scegliere di destinare una quota dell’imposta alla Chiesa o allo Stato. Alle Chiese o alle ONG in lista finisce il 5 per mille. L’8 per mille, invece, è la quota che va allo Stato.L’8 per mille stato oggetto di discussione e votazioni in Parlamento. Adesso una legge bipartisan sulla ripartizione di questa quota delle dichiarazioni dei redditi ha ottenuto il primo via libera da Montecitorio.

A parte tre astensioni, sono stati espressi 478 voti favorevoli alla riforma dell’8 per mille.

Dopo il sì della Camera, adesso si attende anche il parere del Senato. Quel che è da decidere, è la destinazione dell’8 per mille: a chi ripartire la somma. Per che finalità devono essere usati questi euro?

La riforma proposta prevede che non siano usati per destinazioni diverse dalla lotta alla fame nel mondo, agli interventi per casi di calamità naturali, all’assistenza ai rifugiati, alla conservazione dei beni culturali.

Questa disposizione sulla nuova ripartizione dell’8 per mille, lascia scampo ad eventuali eccezioni.

In pratica il Parlamento può derogare la destinazione dei soldi che i contribuenti hanno devoluto allo stato, con leggi eccezionali e per rimediare ad esigenze straordinarie e impreviste.