Finora si è sempre detto che la crisi dei debiti sovrani abbia colpito soprattutto – o quasi unicamente –, i paesi dell’Europa meridionale – ovvero Spagna, Portogallo, Italia e Grecia. Ma non è così. La crisi economica morde forte anche altri paesi europei. Come la Gran Bretagna.
Per capirlo basta leggere quanto ha rilevato uno studio condotto da “Which? Conversation” sui comportamenti dei consumatori britannici. I risultati pubblicati sono drammatici: nello scorso mese, cinque milioni di famiglie britanniche – il 20% dei nuclei presenti nel paese – sono state costrette a chiedere nuovi finanziamenti, utilizzare carte di credito revolving, prestiti, o usare parte dei loro risparmi, per coprire la loro spesa alimentare. Tra le alternative a cui si fa ricorso ci sono anche le richieste di denaro a parenti ed amici…
Secondo gli autori dello studio, i soggetti che si trovano a fronteggiare queste difficoltà vengono in genere da famiglie a basso reddito – la metà non guadagna più di 21.000 sterline, ovvero circa 25.000 euro, l’anno –, e per questo vulnerabili dal punto di vista finanziario, hanno un’età compresa tra i trenta e i quarantanove anni – e spesso nelle loro famiglie sono presenti anche dei bambini.
Negli ultimi anni, con i prezzi dei prodotti alimentari in aumento – solo nell’ultimo anno l’aumento è stato del 4% –, non è affatto sorprendente che sempre più consumatori siano preoccupati del costo dei prodotti alimentari. Otto famiglie in difficoltà su dieci dicono di essere preoccupate per i prezzi dei cibi. Oltre il 50% ha aggiunto poi che sta prevedendo di tagliare in futuro i propri consumi alimentari. Altri vorrebbero ma non sanno come farlo.
Le domande che si stanno facendo sono le stesse delle famiglie italiane: qual’è, e quale sarà, la loro capacità di risparmio così come il loro livello di indebitamento nel futuro prossimo? Domande angosciose che portano molti consumatori a scegliere l’alternativa più economica senza considerare la qualità – e ad acquistare sempre più prodotti alimentari online.

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