Prima di chiedere un prestito è bene definire le proprie esigenze per capire se anche il prodotto offerto da un ente “convenzionato” sia poi così adatto a noi. Vediamo come si ottiene il finanziamento all’Inpdap.La prima cosa da tenere presente è che i mutui Inpdap si rivolgono ai dipendenti dell’ente che hanno un contratto a tempo indeterminato e ai pensionati che da tre anni sono iscritti alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e e sociali.

Per fare la domanda è necessario compilare il modello che l’Inpdap mette a disposizione, con tutta la documentazione del caso. L’invio deve essere fatto nei primi dieci giorni dei mesi di gennaio, maggio e settembre. Queste scadenze sono valide ogni anno. Tutta la documentazione, è da ricordare, va inviata all’Ufficio provinciale o territoriale di competenza, definito in base al posto in cui si abita.

Il mutuo per l’acquisto della prima casa è concesso a chi non ha altre proprietà immobiliari in Italia, ma si possono fare delle eccezioni. Per quanto riguarda i tassi, che poi sono una variabile molto importante per scegliere il prodotto, c’è da dire che sono determinati dal Presidente dell’Inpdap.

Per i tassi fissi si parla di tassi al 3,75 per cento fisso per tutta la durata del mutuo. Chi preferisce la soluzione variabile invece ha un tasso d’ingresso per il primo anno del 3,50 per cento e poi a partire dalla terza rata, semestralmente il tasso è rivisto in base all’Euribor a 6 mesi.

Il rimborso, quindi il pagamento delle rate previste dal piano d’ammortamento, avviene attraverso un modello di pagamento F24, come quello usato per il pagamento delle imposte. Si tratta di F24 precompilati dall’Inpdap ma se il mutuatario non riceve il documento può chiederlo nuovamente all’ente.