Non poteva essere altrimenti: la crisi economica è calata come una mannaia sul credito delle famiglie. Avete richiesto un finanziamento o un mutuo?  Probabilmente siete stati prudenti – come sono state le banche e le finanziarie che i prestiti e mutui li elargiscono. L’effetto finale è la riduzione della domanda di credito delle famiglie su tutte le forme contrattuali: secondo Crif Decision Solutions, c’è stata una contrazione del 3,7% per i mutui, del 4,1% per i prestiti finalizzati e del 6,7% per i prestiti personali.

Come evidenzia Daniela Bastianelli, research & innovation di Crif Decision Solutions: ”Il quadro congiunturale ancora fragile continua a riflettersi pesantemente sul credito alle famiglie, con il persistere di segnali negativi sul fronte occupazionale, soprattutto giovanile, della fiducia e dei consumi, specie quelli di beni durevoli o di importo più consistente. Di conseguenza, il credito retail permane caratterizzato da una forte prudenza che caratterizza sia l’offerta, di nuovo influenzata dal fattore rischio, sia la domanda di finanziamenti da parte delle famiglie, che si riflette su rate più contenute e importi medi più ridotti rispetto al recente passato”.

Andando nello specifico, la contrazione dei mutui immobiliari è da considerare un effetto della domanda – scoraggiata dagli alti tassi d’interesse – e dell’offerta – preoccupata dal rischio insolvenza – ridotta. L’importo medio richiesto è stato di 146.316 euro. Una valore medio che nasconde differenze notevoli: dagli oltre 211.000 euro del Trentino Alto Adige, ai circa 170.000 euro della Lombardia, fino alla Sardegna e Calabria, ultime con poco più di 110.000 euro.

Altrettanto forte la riduzione osservata nei prestiti finalizzati (ovvero i prestiti fatti nell’acquisto di beni): la contrazione, come ho già scritto, è stata del 4,1% rispetto al 2011, l’importo medio è stato di 4.090 euro. Una riduzione ancora più drammatica se si confronta con gli anni precedenti: -22,3% rispetto al 2009, e -29,1% rispetto al 2008 – ma allora la crisi non pesava ancora sulle famiglie.  Un calo che si riflette nei consumi durevoli. Basta citare il caso dell’auto: il mercato italiano ha registrato un calo del 20% tra il 2011 ed il 2012. La riduzione evidente riguarda anche settori come quello dei mobili, degli arredi e degli elettrodomestici – tutti acquisti che vengono spesso sostenuti dall’erogazione di finanziamenti.

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