I morsi della crisi internazionale si fanno sentire anche sul mercato dei metalli preziosi. Secondo i dati pubblicati dal World Gold Council (Wgc), nel rapporto trimestrale sull’andamento del mercato dell’oro, nei primi tre mesi del 2012 la domanda di oro ha segnato una contrazione del 5% annuo a 1.097,6 tonnellate. Il prezzo medio in questo primo scorcio di 2012 si è attestato a 1.690 dollari l’oncia, in crescita rispetto ai 1.387 dollari di un anno fa.

In questo mercato un ruolo di primo piano è rappresentato dalle banche centrali. Secondo i dati del Wgc nei primi tre mesi gli acquisti netti delle Banche centrali sono stati pari a 80,8 tonnellate, il 41% in meno rispetto all’analogo periodo del 2011. In calo anche per le richieste in arrivo dall’industria dei gioielli (-6%) e da quella tecnologica (-7%).
Nei primi tre mesi del 2012 le tensioni legate all’andamento del mercato immobiliare e i timori legati alla crescita dell’inflazione hanno fatto invece registrare alla domanda cinese di oro un nuovo record. Secondo gli esperti del Wgc nei primi tre mesi dell’anno, e per il secondo trimestre consecutivo, la Cina si è confermata il primo mercato mondiale per il metallo giallo con una crescita della domanda del 10% annuo a 255,2 tonnellate, al di sopra delle 207,6 tonnellate registrate dall’India (-29%).
La domanda cinese di lingotti e monete d’oro nei primi tre mesi è salita del 13% mettendo a segno un nuovo record a 98,6 tonnellate mentre le richieste in arrivo dall’industria dei gioielli hanno registrato un +8% a 156,6 tonnellate.
In flessione invece la domanda dei gioiellieri indiani (-19%), penalizzata dalla debolezza della rupia e dallo sciopero che ha recentemente paralizzato il settore. Alla luce della fine delle agitazioni “è probabile –si legge nel report pubblicato dal Wgc – che nel secondo trimestre registreremo un balzo delle richieste dall’India”.

Nei prossimi mesi si potrebbe assistere ad un cambiamento di rotta. Per i prossimi mesi ” ci attendiamo un’ulteriore crescita della domanda cinese: l’alto costo del denaro ha reso gli operatori diffidenti, e le restrizioni del mercato immobiliare continueranno a guidare la domanda degli investitori”. Attese in crescita anche le richieste del settore ufficiale, visto che alcuni Paesi, come la stessa Cina, punteranno ad incrementare la quota di riserve in oro rispetto al totale. Le riserve cinesi di oro attualmente rappresentano meno del 2% rispetto al totale, contro l’oltre 70% di Stati Uniti, Germania, Italia e Francia.