Ultimi giorni disponibili per la presentazione della candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2020. Il governo Monti dovrebbe sciogliere la riserva tra oggi e domani con le ultime indicazioni che fanno propendere per un sì. “E’ una grande opportunità per Roma e per l’Italia”, ha detto oggi il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.

I costi per lo Stato

Il budget previsto per la realizzazione dei Giochi Olimpici e di 9,8 miliardi di euro, di cui 4,7 mld a carico dello Stato. A caldeggiare la candidatura, oltre a diversi personaggi di spicco del mondo dello sport italiano, c’è in prima fila il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che oggi si incontrerà con il presidente del Coni, Gianni Petrucci e il presidente del Comitato promotore della candidatura olimpica, Mario Pescante. Il sindaco di Roma ha annunciato un investimento di 380 mln di euro da parte di privati, ossia la società svizzera Nec Group, per il completamento della realizzazione della Città dello sport di Calatrava a Tor Vergata (in cambio della gestione dell’impianto per 25 anni). In tal modo l’onere a carico dello Stato di ridurrebbe di pari entità.
Alemanno che domani mattina incontrerà il premier Monti al fine di raggiungere l’accordo finale sulla candidatura olimpica.

La lettera aperta dell’Aduc a Monti

Non manca il partito dei contrari a Roma 2020. Oggi è infatti arrivata la lettera aperta al presidente del Consiglio, Mario Monti, da parte dell’Aduc che manifesta molti dubbi circa l’economicità dell’evento.
La lettera firmata dal segretario Aduc, Primo Mastrantoni, rimarca come i 4,7 miliardi di euro che lo Stato dovrà garantire per lo svolgimento delle Olimpiadi del 2020 presumibilmente lieviteranno. L’associazione dei consumatori rimanda all’esperienza dei Mondiali di Nuoto 2009 e dei Mondiali di Calcio 1990, quando le previsioni di spesa sono state ampiamente superate e inoltre le procedure sono state oggetto di indagine della magistratura e gli impianti non sono stati, in tutto o in parte, completati o utilizzati. Un esempio riportato nella lettera Aduc è quello del Polo Natatorio per i Mondiali di Nuoto del 2009. Il costo inizialmente preventivato era di 65 milioni di euro. A tutt’oggi ne sono stati spesi 256 e il Polo è chiuso e in stato di abbandono. “In un momento nel quale si chiedono sacrifici agli italiani – conclude l’Aduc – erogare denaro pubblico, cioè dei contribuenti, per una manifestazione sportiva, di indubbio valore ma dai costi incerti, appare del tutto incoerente”.