Fari puntati, da ormai qualche giorno, sulla questione del denaro dirottato all’estero nei paradisi fiscali, lo scandalo degli evasori vip, l’inchiesta extra large che partendo da e-mail e documenti segreti, svelati da una fonte ovviamente sconosciuta. Resi pubblici i nomi di 130 mila correntisti e 122 mila società di 170 Paesi, cita cognomi e a loro collega cifre per qualcosa come 32 mila miliardi di dollari.

Dopo lo scandalo sui conti off-shore dell’ex ministro francese  del Bilancio Cahuzac, un’altra macchia sporca la figura del presidente Francois Hollande: Secondo quanto  pubblicato ieri da Le Monde infatti, Jean-Jacques Augier, 59enne uomo d’affari francese che è stato il tesoriere della sua  campagna elettorale  nel 2012, risulta essere titolare di due società offshore alle Cayman,  il paradiso fiscale nei Caraibi.

L’inchiesta è stata condotta dal giornale francese sulla base  dei documenti forniti dal consorzio dei giornalisti investigativi  americani che  ha condotto un’inchiesta globale.

Un’inchiesta che è stata ribattezzata  “Offshore  Leaks”, aperta inseguito alle informazioni ricevute più di un anno fa tramite un hard disk inserito in una busta al Consorzio internazionale di giornalisti investigativi con sede a Washington. Consorzio che dopo averle controllate a fondo grazie a un team di 38 testate e 46 Paesi, ora le pubblica in tutto il mondo.

Il  partner italiano dell’operazione è il settimanale  L’Espresso, che nel numero di oggi elencherà i nomi di 200 italiani presenti nel database.

C’è da dire che il fatto di avere un conto all’estero non significa automaticamente che le tasse siano state evase, ma c’è una buona probabilità.

Tra i nomi svelati, presenti tutti i “paperoni” facilmente presumibili e volti noti di Politici, industriali, grandi esponenti della finanza mondiale e trafficanti d’armi che hanno messo in piedi col tempo una vera e propria industria di “prestanome”, contabili, notai e banche, (incluse realtà di primissimo piano come le svizzere Ubs e Clariden, affiliata di Credit Suisse e la Deutsche Bank).

I nomi stanno progressivamente emergendo in queste ore pubblicati da varie testate nazionali, alcuni sono già noti, come: L’industriale e playboy, ex marito di Brigitte Bardot, Gunter Sachs, che avrebbe creato due società e cinque trust alle Isole Cook, sei a Panama, alle Isole Vergini e in Lussemburgo.

Un altro finanziere, l’oligarca russo Michail Fridman, che ha nascosto le sue ricchezze alle Isole Vergini grazie all’aiuto di Franz Wolf, 60 anni, figlio di Markus Wolf, capo dello spionaggio estero della Ddr.

Sempre nelle Isole Vergini sono state create 107 le società appartenenti a evasori fiscali greci, delle quali solo quattro erano note al fisco di Atene.

Nella stessa località avrebbe trasferito i suoi beni anche la prima figlia dell’ex dittatore delle Filippine, Ferdinand Marcos, attuale governatore della provincia di Ilocos Norte.

Sempre alle Isole Vergini avrebbero i loro conti la moglie del vice premier russo, Igor Shuvalov, e due top manager del colosso russo Gasprom. La baronessa spagnola Carmen Cervera, vedova del collezionista d’arte svizzero Heinrich Thyssen-Bornemisza, utilizzerebbe una società domiciliata alle Isole Cook per acquisti milionari di opere d’arte presso le case d’aste Sotheby’s e Christie’s.

Tra i quattromila cittadini americani che avrebbero evaso il fisco, viene citata anche Denise Rich, autrice delle musiche delle canzoni di molte star famose come Celine Dion.

Tra gli italiani, all’incirca 200, ci sarebbero Gaetano Terrin, già commercialista dello studio Tremonti, che però  sembrerebbe non avere legami con la vicenda. Fabio Ghioni, hacker dello scandalo Telecom e poi i commercialisti milanesi Oreste e Carlo Severgnini, che professionalmente ricevono incarichi tra i più importanti gruppi italiani.

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