Cala ancora il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti. A dicembre il dato è sceso al 6,7% dal precedente 7%: nell’ultimo mese dell’anno, secondo i dati del dipartimento del Lavoro Usa, sono stati creati 74mila nuovi impieghi.
Un risultato comunque molto lontano da quello registrato a novembre, quando i nuovi posti sono stati 197mila, a fronte dei 203mila fissati dalle stime preliminari.
Cala ancora tuttavia il tasso di partecipazione alla forza lavoro, sceso ai livelli minimi da 35 anni, 62,8%: un dato che solleva seri dubbi circa un’uscita dal tapering degli Usa.

La ripresa che non c’è. Il calo del tasso di disoccupazione Usa non aiuta quindi la Federal Reserve e il governo Obama a valutare il rientro dalle politiche di espansione monetaria partite proprio con la crisi iniziata nel 2008.
Il continuo calo del tasso di partecipazione alla forza lavoro che accompagna il calo dei disoccupati è letto infatti come un serio segnale di mancata ripartenza del mercato del lavoro. E se oltre ai disoccupati si considerano anche gli individui con lavori occasionali o part-time (formula dettata più dalle crisi aziendali che da mere scelte individuali), la percentuale di coloro che “soffrono” per il lavoro a dicembre è rimasta al 13,1%, dato pressoché invariato rispetto al mese precedente.