L’economia italiana ha problemi strutturali che sembrano in parte risolvibili con la riforma messa in piedi da Tremonti. I politici del nostro paese, però, devono anche far fronte al problema occupazionale che interessa molto la popolazione e soprattutto i giovani italiani.

È proprio all’interno di una serie di riforme rivolte ai giovani che è stato previsto uno stanziamento di fondi per favorire l’occupazione dei ragazzi. Le parti sociali hanno presentato delle misure da inserire nel Piano per l’occupabilità dei giovani ed è stato pensato di finanziare queste misure con 1 miliardo di euro circa.

L’incontro sulle iniziative si è svolto a palazzo Chigi dove erano presenti i ministri promotori del Piano: il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, il ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il ministro per la Gioventù Giorgia Meloni.

Le priorità già individuate riguardavano la facilità di transizione dal mondo dell’istruzione al mercato del lavoro, il rilancio dei percorsi di formazione tecnico professionali, l’uso del contratto di apprendistato, il ripensamento del ruolo della formazione universitaria nel sistema paese e l’apertura dei dottorati di ricerca al sistema produttivo e al mercato del lavoro.

In una nota, il ministro Sacconi spiega che gli sforzi saranno indirizzati al monitoraggio delle professionalità richieste dal mercato del lavoro e di quelle disponibili, all’orientamento delle scelte educative, all’integrazione scuola-università-lavoro con annessa rivalutazione della valenza culturale e formativa del lavoro, al merito, ai servizi di accompagnamento al lavoro, ai contratti di primo impiego, all’autoimpiego, alla diffusione della cultura previdenziale e della sicurezza nelle scuole, al contrasto del lavoro giovanile irregolare e sommerso.