In base al decreto crescita bis – uno dei lasciti del governo Letta – dallo scorso 30 giugno praticamente tutti quelli che hanno una partita Iva – ovvero commercianti, artigiani, imprese e studi professionali – dovrebbero accettare bancomat e carta di credito come mezzo di pagamento delle transazioni di valore superiore ai trenta euro. Dovrebbero quindi dotarsi di Pos anche soggetti come l’idraulico, il falegname, ma anche gli avvocati e gli architetti.

Com’era prevedebile solo pochi operatori si sono messi in regola – c’era da aspettarselo, visto che tale obbligo non prevede sanzioni  per chi non dispone di Pos per poter ricevere i pagamenti con le carte. Secondo Ilmessaggero.it sarebbero in regola solo 2-2,2 milioni di esercizi su cinque – ovvero meno del 50%. Ed è facile immaginare che buona parte di chi è in regola è rappresentato da operatori che avevano già il Pos prima del 30 giugno – come i ristoratori.

Difficile dare torto a chi non è in regola, visto che dotarsi di un Pos non è una spesa di poco conto, specie per chi riceve soprattutto pagamenti in contante. Per questo il governo Renzi, nella persona del ministro dello sviluppo economico Federica Guidi sta pensando di introdurre sanzioni per i soggetti che non rispettano l’obbligo di dotarsi di un Pos, ma solo dopo aver ottenuto dalle banche sconti per i clienti che decidono di dotarsi di un Point of Sale

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