A seguito delle sentenze del Consiglio di Stato nn. 838, 841 e 842 del 2016 in tema di calcolo ISEE per le famiglie in cui sono presenti persone disabili, l’INPS ha recepito le modifiche normative previste in questi casi che prevedono, in particolare, che i trattamenti assistenziali non rilevino nel calcolo del reddito, nonché l’introduzione di nuovi coefficienti nella scala di equivalenza per calcolare l’indicatore della situazione economica equivalente.

Tali modifiche normative sono illustrate nella circolare numero 137/2016, che recepisce l’articolo 2 sexies del decreto legge 42/2016.

Fondamentalmente il Consiglio di Stato ha confermano l’interpretazione del TAR del Lazio secondo il quale bisognava annullare la parte della Riforma ISEE in base alla quale entravano nel reddito anche una serie di trattamenti assistenziali previsti per le famiglie con disabili e si introducevano franchigie differenziate sulla base dell’età (maggiorenni o minorenni), sempre in relazione al calcolo ISEE famiglie con persone disabili.

Con la nuova normativa, invece:

  • non rilevano ai fini del reddito i trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari (incluse carte di debito), a qualunque titolo erogati da amministrazioni pubbliche in ragione della condizione di disabilità;
  • le franchigie per persone con disabilità, precedentemente differenziate per maggiorenni e minorenni, sono sostituite da una maggiorazione dello 0,5% della scala di equivalenza per ogni componente disabile.

Di conseguenza la modulistica è stata così modificata:

  • è cambiata la denominazione dei campi relativi ai trattamenti nei Quadri FC4, FC8 e S3, precisando che sono esclusi quelli percepiti in ragione di una condizione di disabilità;
  • è stato eliminato nel Quadro FC7 il campo relativo alla retta per ospitalità alberghiera e la sezione delle spese per acquisto di servizi alla persona presso enti fornitori;
  • è stata eliminata nel Quadro FC8 nella sezione III la parte relativa alle spese, inclusive dei contributi versati, per collaboratori domestici ed addetti all’assistenza personale;
  • è stato eliminato nel Quadro FC9 sez II il riferimento al numero di disabili minorenni.

Nelle istruzioni:

  • è stato precisato che i trattamenti legati alla disabilità non rilevano nel calcolo dell’ISEE e non vanno quindi indicati (paragrafo 6.5, parte 2, paragrafo 1.3 parte 4, e paragrafo 3 parte 5);
  • sono stati eliminati, in conformità con la modulistica, i riferimenti alla retta, alle spese per l’acquisto di servizi alla persona presso enti fornitori e alle spese per i collaboratori domestici ed agli addetti all’assistenza personale;
  • i riferimenti agli abbattimenti del reddito legati alla condizione di disabilità (franchigie), sono stati sostituiti con la previsione della maggiorazione della scala di equivalenza.

L’ISEE delle famiglie interessate che avessero presentato la DSU per chiedere l’ISEE prima dell’entrata in vigore del provvedimento (29/05/2016) è stato di conseguenza ricalcolato in maniera automatica da parte dell’INPS.

Fonti: sentenza Consiglio di Stato; circolare INPS