Il Ministro del Lavoro, Gialiano Poletti, ha annunciato in Parlamento che il nuovo modello Isee entrerà in vigore dal primo gennaio del 2015. Una decisione adottata per evitare problemi agli enti locali, che grazie a questa proroga di tempo potranno così prepararsi adeguatamente alla gestione delle novità in arrivo e perché non sarebbe stato affatto opportuno far partire il nuovo sistema ad anno scolastico già avviato. Poletti ha altresì annunciato che nei prossimi giorni si procederà all’invio della modulistica, adattata ai nuovi parametri di valutazione del reddito che sono stati introdotti dal governo.

Le novità che arriveranno sono centrate sostanzialmente in una gamma più ampia di tipologie di reddito prese in considerazione, in una ponderazione migliore della situazione patrimoniale e una maggiore cura e attenzione per le famiglie numerose o per i casi in cui vi sono disabilità da tutelare.

Per quanto riguarda le nuove tipologie di reddito, ne saranno ammesse di nuove. Tra queste saranno previsti i redditi tassati con regimi sostitutivi (come ad esempio la cedolare secca e i premi di produttività) e i redditi a trasferimenti non tassati (in particolare ci si riferisce agli assegni per invalidità, accompagnamento oppure agli assegni familiari).

Infine, altro scopo che ci si prefigge grazie all’utilizzo di questo nuovo modello Isee, è quello di garantire maggiore attenzione a particolari situazioni familiari: ci riferiamo soprattutto, come già annunciato, a nuclei familiari particolarmente numerosi o a nuclei che sostengono un familiare disabile. Sarà concesso meno spazio all’autocertificazione, che nel corso degli anni avrebbe favorito pratiche scorrette da parte di chi è incline a fare il furbo e ad approfittarsene. Grazie a questo nuovo Isee, dunque, dovrebbe essere possibile agevolare chi ha davvero necessità di sostegno e contributo economico.

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