Le opposizioni – in particolare i “cittadini” del M5S – ripetono in continuazione che Matteo Renzi è “un condannato” in primo grado. Di cosa si tratta esattamente? Una sentenza (la n. 282 del 2011, depositata il 4 agosto) della Corte dei Conti della Toscana stabilisce che il segretario del Pd, quando era presidente della provincia di Firenze  fosse responsabile per l’assunzione di alcune dipendenti, assunte a tempo determinato per la sua segreteria, ed inquadrate in una categoria superiore a quella dovuta, con relativi stipendi gonfiati.

Il tutto si è tradotto in un danno erariale che la Corte ha stabilito essere di 50.000 euro (dentro ci sarà anche il calcolo degli interessi visto che i fatti si riferiscono a qualche anno prima). Di questa somma, circa 14.000 sono stati considerati a carico dell’ex-rottamatore, mentre il resto è stato addebitato a ex-assessori e funzionari dell’ente locale per un totale  di 21 persone condannate.

Matteo Renzi ha sempre contestato la sentenza della Corte, che per lui aveva fatto “Una ricostruzione fantasiosa e originale“. E per questo aveva fatto ricorso (che da 2 anni è fermo). Ad oggi non esistono altre condanne… Si può discutere sull’opportunità di spendere 600.000 euro in 5 anni per spese di rappresentanza, come viaggi e ristoranti, ma comunque il premier in pectore non ha infranto alcuna norma per queste spese.

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