Il Governo del Portogallo, ogni volta che si parla di crisi, è sempre chiamato in causa, perché effettivamente questa nazione sta affrontando un periodo molto complicato. Tanto che il Governo ha deciso di varare, qualche giorno fa, un progetto di bilancio per il prossimo anno.

La volontà dei portoghesi e dei loro rappresentanti politici è quella di mantenere gli impegni presi con l’Unione Europea, oltre che risanare la crisi. Gli impegni presi con l’UE nascono dalla richiesta di aiuti fatta dal Portogallo nel 2011.

All’epoca fu accordato un finanziamento di ben 78 miliardi di euro che hanno contribuito ad evitare la bancarotta e sono legati ad un accordo siglato tra UE, BCE e FMI con il Portogallo. Questa nazione avrebbe dovuto restituire le somme in tre anni, riducendo in questo periodo il deficit, in modo graduale, arrivando al 5,9 per cento del Pil nel 2011, al 4,5% nel 2012 e al 3% nel 2013.

I soldi, il governo portoghese, conta di prendersi soprattutto dalle tasse, dall’imposizione fiscale sarebbe infatti ricavato l’85 per cento dei soldi per ridurre il debito. Il problema è che queste decisioni sono sembrate eccessive alla popolazione alla fine 2000 persone si sono riunite davanti al Parlamento per protestare.

Gli scontri sono arrivati al culmine e il bilancio è di 11 persone ferite e 2 arresti.