Sono proseguite nella notte le vendite sui mercati asiatici con le Borse che hanno inanellato la terza flessione consecutiva della settimana.
Gli operatori hanno evidentemente preferito monetizzare parte dei lauti guadagni incassati nelle ultime settimane preferendo un profilo di prudenza alla vigilia della decisione sul debito greco. Atene ha infatti minacciato di non rimborsare i creditori che non dovessero accettare entro domani lo swap. Secondo il Sole 24 Ore l’impatto dell’eventuale default sarebbe di circa mille miliardi.

In questo quadro non stupisce che il segno rosso sia prevalente tra i listini asiatici dopo il pesante andamento registrato in Europa e Usa. Tokyo ha terminato la giornata in flessione dello -0,64%, Hong Kong -0,91%, Shanghai -0,65%, Taiwan -0,44%, Seoul -0,91%, Mumbay -0,28%, Manila -0,93% e Jakarta -0,70%.

Dal fronte macroeconomico si segnala il deludente dato rilasciato nella notte dal Bureau of Statistics australiano. Il Pil dei “canguri” nel quarto trimestre 2011 è salito ad un tasso annualizzato pari allo 0,4% rispetto alla crescita pari allo 0,8% evidenziata nel trimestre precedente (dato rivisto al ribasso). Gli analisti stimavano per l’ultimo trimestre del 2011 una crescita doppia alla rilevazione annunciata oggi pari allo 0,8%. Non stupisce che la Borsa di Sydney sia stata una delle peggiori dell’area cedendo circa un punto percentuale e mezzo. Male in particolare i finanziari, gli industriali e i minerari che hanno accusato flessioni nell’ordine dei 2 punti percentuali.