Non permetteremo che la nuova ondata di liquidità in arrivo dalle banche centrali di Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna riduca la competitività delle imprese brasiliane. È quanto ha dichiarato il Ministro delle Finanze brasiliano Guido Mantega, che alla luce delle nuove misure espansive annunciate dalla Fed e dalla BoJ (Bank of Japan), è tornato ad usare l’espressione Guerra delle valute (di cui detiene il copyright).

Il pericolo per l’economia verdeoro si chiama carry trade, ossia il processo che prevede di indebitarsi a costi irrisori ed il successivo investimento in attività ad alto rendimento nei Paesi emergenti (nonostante nove tagli del costo del denaro, il tasso di riferimento in Brasile è attualmente pari al 7,5%). Questo flusso di liquidità provoca un apprezzamento delle valute locali indebolendo la competitività dell’export.

L’allarme lanciato da Mantega (“adotteremo tutte le misure necessarie per evitare che la nostra economia perda di competitività”) arriva in un momento particolarmente difficile per l’economia brasiliana. Nel secondo trimestre il Pil del Paese è cresciuto dello 0,5% annuo e nell’intero 2012 la crescita dovrebbe segnare un modesto +1,6%.

Il Ministro ha già preannunciato “un maggior acquisto di riserve ed un utilizzo più intenso del reverse swapping” e nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare si potrebbe arrivare ad una “tassazione sui capitali a breve”.