La NASpI è la nuova indennità di disoccupazione che ha sostituito ASpI e mini ASpI in caso di perdita involontaria del posto di lavoro (anche in caso di dimissioni per giusta causa e di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria) fruibile da parte dei lavoratori dipendenti, con la sola esclusione degli assunti a tempo indeterminato dalle pubbliche amministrazioni e del settore agricolo.

Requisiti NASpI

Entrando nel dettaglio, per avere diritto alla NASpI è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • trovarsi in stato di disoccupazione;
  • risultare in possesso, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, di almeno 13 settimane di contribuzione;
  • poter dimostrare di aver lavorato regolarmente per almeno 30 giornate nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

Per avere diritto alla NASpI è necessaria la regolare partecipazione del lavoratore alle politiche attive proposte dai servizi per l’impiego, come previsto dall’art.1, comma 2, lettera g) del decreto legislativo 181/2000.

Calcolo della NASpI

Il calcolo della NASpI avviene sulla base della retribuzione media mensile e viene ridotta, a partire dal 4° mese di fruizione, del 3% al mese. La nuova indennità viene erogata mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni fino ad un massimo di 104 settimane per gli eventi di disoccupazione avvenuti fino al 2016 e fino a 78 settimane per quelli avvenuti dal 1° gennaio 2017 in 78 settimane.

Autoimprenditorialità con la NASpI

Per avviare un’attività professionale di tipo autonomo o di impresa individuale o in cooperativa, è possibile richiedere la liquidazione anticipata della NASpI in un’unica soluzione, anche durante il periodo di fruizione, ottenendo in questo caso la quota residua non ancora percepita.

Lavoro subordinato e NASpI

La NASpI è compatibile con il lavoro subordinato solo se la durata non supera i 6 mesi (la prestazione viene sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro) o se il reddito annuale non supera i 8.145 euro (l’indennità viene ridotta)- La NASpI decade invece se la durata del rapporto di lavoro è superiore ai 6 mesi e si supera il reddito annuale di 8.145 euro. Il lavoratore è obbligato a comunicare all’INPS, entro un mese dall’inizio dell’attività, il reddito annuo previsto. Il nuovo datore di lavoro, inoltre, deve essere diverso da quello presso cui il lavoratore era impiegato (non devono neanche sussistere rapporti di collegamento o di controllo, ovvero assetti proprietari sostanzialmente coincidenti).

Anche in caso di avvio un’attività autonoma la NASpI viene mantenuta, riproporzionata, fino ad un reddito massimo annuo di 4.800 euro (limite utile per mantenere lo stato di disoccupazione), a patto che l’INPS venga informata entro un mese dall’inizio dell’attività.

In tutti i casi in cui è prevista la riduzione delle indennità, la prestazione viene diminuita di un importo pari all’80% dei compensi preventivati, rapportati al tempo tra la data di inizio dell’attività e quella di conclusione del periodo di fruizione della prestazione o, se antecedente, la fine dell’anno.

Contribuzione figurativa durante la NASpI

I periodi di percezione della NASpI sono coperti da contribuzione figurativa sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni utili, entro un limite di retribuzione pari a 1,4 volte l’importo massimo mensile della NASpI.

Domanda NASpI

La domanda di NASpI deve essere presentata all’INPS esclusivamente in via telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.