In Italia la riforma pensionistica e la riforma del lavoro stanno mettendo a ferro fuoco gli ambienti politici e danno da pensare parecchio anche ai cittadini, soprattutto alla platea degli esodati che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza più garanzie. 

Il problema degli esodati, gradualmente, è stato affrontato ed in parte risolto ma il governo ha contestualmente preso atto del fatto che occorre essere più cauti con le riforme e soprattutto introdurre un sistema di controllo e verifica sulle pensioni.

La riforma pensionistica, normativamente nota come legge 214/2011, è stata firmata dalla Fornero e da Monti. Da tenere d’occhio c’è un passaggio: il comma 28 dell’articolo 24 perché impegna il Governo, entro la fine del 2012, ad introdurre degli elementi che rendano “sostenibile” la riforma sul lungo periodo.

In pratica il Governo ha la possibilità di introdurre nuove forme di gradualità nell’accesso alle pensioni, tenuto conto del metodo contributivo e anche dalla sostenibilità e della stabilità finanziaria di tutto il sistema. Il Governo, in più, può prevedere delle forme di decontribuzione, vale a dire che dall’aliquota contributiva obbligatoria si spostano dei fondi sugli schemi integrativi.

L’analisi e la verifica della fattibilità, però, non sono ancora state fatte visto che l’analisi deve essere affidata ad una commissione non ancora costituita. Non dovrà mancare, inutile a dirlo, anche il confronto con le parti sociali.