Il tema del rilancio dell’economia, almeno nei dibattiti pubblici, va di pari passo con la proposta di riformare il mercato del lavoro in modo strutturale. Eppure tutto su quel fronte sembra fermo. Anche le retribuzioni. Chi sperava di avere un regalo sotto l’albero, magari un incentivo ad essere grato e riconoscente nei confronti dell’azienda anche per il futuro, rimarrà ben deluso sapendo che le retribuzioni nel mese di novembre sono in una fase di stallo.

I dettagli delle rilevazioni sono riportati dall’Istat che dice: le retribuzioni contrattuali orarie nel mese scorso soo rimaste ferme sui livelli di ottobre. Una valutazione che però deve essere condiderata alla luce di un aumento dello stesso indice su base annua, pari all’1,5 per cento.

La paga oraria a novembre è quella più bassa registrata dall’ottobre del 2010 e si avvicina molto ai livelli raggiunti nel marzo del 1999.

L’Istat però, prende in esame anche il livello dell’inflazione, constatando che la forbice tra aumento delle retribuzioni contrattuali orarie su base annua (+1,5%) e livello di inflazione cronologicamente corrispondente (+3,3%) è di 1,8 punti percentuali.

Una cosa del genere non si vedeva dal 1997, c’era stato un picco ad ottobre, ma nel giro di un mese la situazione è peggiorata sensibilmente.

La speranza è riposta nelle novità del 2012.