L’evasione fiscale è diventato anche un costume settentrionale. A svelarlo le indagini di una task force formata da agenti della Guardia di Finanza, funzionari dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps. Il risultato dell’indagine. La ricerca delle Fiamme Gialle, aiutate da Agenzia delle Entrate, Inps e Vigili, ha cercato di individuare locali, esercizi commerciali e persone che hanno raggiunto una considerevole quota di evasione fiscale.

Sono andati a pizzicare i gestori di alcuni locali della movida milanese e sono stati fermati molti automobilisti alla guida dei cosiddetti SUV. Il risultato è stata la presa di coscienza che un terzo dei locali non emetteva scontrini fiscali.

Parallelamente un noto quotidiano economico italiano ha spiegato ai lettori il perché delle indagini, partendo dai dati reali che il Fisco ha esaminato prima di partire alla carica degli evasori.

L’Erario possiede i dati sulle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani effettuate nel 2009 e da quelle dichiarazioni deduce che gli italiani hanno dichiarato redditi per 783,2 miliardi di euro. Il problema non è tanto questo, quanto piuttosto le spese.

Gli acquisti registrati nello stesso periodo d’imposta sono stati pari a 918,6 miliardi di euro. Il che vuol dire che gli italiani hanno detto di ricavare dalle loro attività 100 euro e di spenderne circa 117. E’ un esempio che fa sorgere la domanda: da dove arrivano gli altri soldi spesi e non dichiarati?