Si va verso nuovi ritocchi all’articolo 18. Lo ha detto il relatore del Pdl in Commissione Lavoro Maurizio Castro che ha sottolineato come ci possano essere degli aggiustamenti sulla normativa dei licenziamenti disciplinari, limitando i poteri dei giudici e modificando le norme che rischiano di introdurre minori tutele durante l’appello per i lavoratori licenziati. Tali novità dovrebbero essere presentate dal Governo, mentre Pdl e Pd non hanno presentato emendamenti sulle modifiche all’articolo 18, in coerenza con l’intesa politica raggiunta tra i segretari di Pd, Pdl e Udc.

Le proposte di modifica del DDL

Sono oltre 800 gli emendamenti presentati in commissione al Senato: 300 sono del Pdl, 300 dalla Lega, 150 del Pd. Sconosciuto per il momento è il numero delle  proposte di modifica dell’Idv e del Terzo Polo. Le proposte saranno esaminate in commissione a partire dal 26 aprile e il via libera definitivo del Senato dovrebbe arrivare il 2 maggio.

Il Pdl ha presentato delle proposte per migliorare la flessibilità in entrata, riducendo la pausa necessaria tra un contratto e l’altro e alleggerendo la stretta sulle partite Iva, che sarebbero salvaguardate nel caso in cui i titolari siano professionisti di esperienza con profili medio-alti. Il PD, invece, punta a rendere più efficace la distinzione tra le partite Iva vere e quelle false utilizzate per i lavoratori autonomi e i parasubordinati. Inoltre, il PD propone l’introduzione di un “salario di base”, così da evitare che l’incremento dei contributi sul lavoro autonomo e parasubordinato alla fine si scarichi sul compenso netto percepito dai lavoratori.