Continua la cura dimagrante di Nokia, che dopo avere già annunciato un piano di riduzione del personale di 10 mila unità lo scorso anno e di 4 mila unità ad inizio 2012, ha detto che taglierà fino a un massimo di 10 mila posti di lavoro entro il 2013, nell’ambito del piano di riduzione dei costi.  In questo modo la società taglierà in due anni quasi 25mila lavoratori. L’amministratore delegato del gruppo Stephen Elop in una nota ha spiegato che la riduzione è necessaria per “assicurare la competitività a lungo termine di Nokia”. Obiettivo della società sono risparmi per 1,6 miliardi.

Produzione spostata in Asia

I licenziamenti saranno concentrati negli stabilimenti di produzione degli smartphone in Finlandia, Ungheria e Messico entro la fine dell’anno. Nokia sposterà la produzione in Asia, dove i costi sono più bassi, e dove hanno sede la maggior parte dei fornitori del gruppo. Tra le altre misure di riduzione dei costi, sono previsti il taglio di alcuni progetti di ricerca e sviluppo, che porteranno alla chiusura degli impianti di Ulm in Germania e di  Burnaby in Canada. Nokia ha annunciato anche la dismissione di alcune attività considerate non-core, tra cui quella di Vertu, il business di telefonia mobile di lusso.

Alla fine del primo trimestre la società ha lanciato un profit warning per l’intero anno, stimando un calo dell’utile del 2-3%, ma a fine anno il conto potrebbe essere più pesante perché il secondo trimestre è stato colpito più delle attese dalla dinamica competitiva del settore. Le attese sono negative anche per il terzo trimestre.