Il Nobel per l’economia 2014 è stato assegnato al francese Jean Tirole.
Per i “suoi studi sulla regolamentazione e il potere dei mercati”, ha commentato la Reale accademia delle scienze svedese all’atto della premiazione, il professore della School of Economics di Tolosa è “uno degli economisti più influenti del nostro tempo”.
Tirole, che a Tolosa dirige anche la fondazione Jean-Jacques Laffront e l’Istituto di economia industriale, “ha reso chiaro come comprendere e regolare i settori in cui ci sono poche, e potenti, imprese dominanti”, ha specificato l’Accademia, consentendo alle istituzioni di contrastare i relativi “fallimenti dei meccanismi di mercato”.

“Da metà degli anni ’80 in poi”, ha affermato l’Accademia svedese, “Jean Tirole ha dato il via a nuovi studi su questo tipo di fallimenti di mercato” e le sue conclusioni hanno forte influenza sulle politiche con le quali i governi gestiscono le fusioni, “da quelle delle telecomunicazioni a quelle bancarie”, i cartelli e le situazioni di monopolio.
Grazie alle analisi di Tirole, infatti, gli studi sul potere dei colossi petroliferi, industriali, bancari o alimentari di distorcere i meccanismi del mercato e della concorrenza, a danno della collettività, manipolando i prezzi per la scarsa concorrenza, bloccando l’ingresso di nuove imprese, più produttive, o facendo cartello, hanno avuto un notevole sviluppo, fornendo alle istituzioni (che prima di Tirole si limitavano ad introdurre le tariffe amministrate per i monopolisti o a vietare la collaborazione tra imprese concorrenti) gli strumenti indispensabili per regolamentare tali mercati e prevenirne le distorsioni.

L’anno scorso il riconoscimento assegnato dalla Banca centrale svedese (la Riksbank) è andato agli statunitensi Eugene Francis Fama, Robert James Shiller e Lars Peter Hansen per i loro studi “sull’analisi empirica del prezzo degli asset”, grazie ai quali si è arrivati ad elaborare il modo per prevedere l’andamento dei prezzi dei titoli nel medio periodo.

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