Ieri ho provato a fare un toto-nomi per l’assegnazione del premio Nobel per l’economia. Non ci ho azzeccatto, perché alla fine il prestigioso riconoscimento è adnato a Eugene F. Fama, Lars Peter Hansen - entrambi appartengono all’università di Chicago – e Robert J. Shiller dell’università di Yale. Quest’ultimo è il più conosciuto del terzetto perché aveva previsto nel 2000 lo scoppio della bolla di Internet – ne aveva scritto in un suo libro dal titolo “Esuberanza irrazionale“.

Il premio è andato a questi economisti perché, secondo la Royal Swedish Academy of Sciences, hanno svolto “analisi empiriche sui prezzi degli asset“. In particolare, vengono evidenziato le loro analisi sulle possibilità di prevedere l’andamento dei prezzi in attività con durata compresa tra tre e cinque anni.

Quello assegnato oggi viene considerato l’ultimo dei sei premi Nobel a cui si assegnano annualmente la cifra di 1,2 milioni di dollari (moltiplicato per sei ovviamente). A differenza di quelli assegnati per la medicina, chimica, fisica, letteratura e pace, non si tratta di un riconoscimento voluto da Alfred Nobel e nato nel 1895, ma piuttosto di un riconoscimento voluto dalla Banca centrale di Svezia, che ha lo ha aggiunto nel 1968 per celebrare la scomparsa dello stesso Nobel.
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