Lunedì verrà attribuito il premio Nobel per l’Economia – in realtà si tratta del  “premio della banca centrale svedese in memoria di Alfred Nobel”. Tra i candidati più rinomati c’è Sam Peltzman, professore di economia all’università di Chicago, e soprattutto padre della famosa teoria del regolamento. In estrema sintesi questo economista si è occupato di misurare il comportamento di chi – per fare un esempio – guida la vettura in modo meno sicuro perché indossa la cintura di sicurezza.

Un altro pretendente è Richard Posner, anche lui professore a Chicago. Questo giurista e filosofo si è battuto contro la sperimentazione animale, per  l’uso della marijuana a scopi terapeutici e dare alla donna libertà di abortire. E’ conosciuto come esponente del neopragatismo, corrente di pensiero sviluppata dalla matrice americane che vede la conoscenza come un adeguamento alla realtà, e non più come un sapere piramidale, e per i suoi studi sul diritto che può essere inteso come strumento finalizzato a promuovere l’efficienza economica.

Tra i possibili candidati, ci sono anche un professore di Oxford, David Forbes Hendry, che ha concentrato il suo lavoro sui meccanismi di domanda della moneta e l’anglo-iraniano Mohammad Hashem Pesaran. E’ un professore di Cambridge, esperto delle tematiche energetiche – soprattutto di petrolio e Medio Oriente. Yn altro nome forte sarebbe quello di Peter Charles Bonest Phillips. Neozelandese e professore a Yale, si è interessato alle cosiddette serie temporali economiche.

A questo elenco aggiungerei Ben Bernanke, il quasi uscente governatore della Fed, con la sua politica monetaria fortemente espansiva ha sicuramente permesso di ridurre i danni prodotti da politiche economiche spesso scellerate… Anche prendendosi forti rischi che finora hanno pagato. Vedremo presto quale nome uscirà dal bussolotto…

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