Durante il Question time alla Camera dei Deputati, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha chiarito qualche aspetto della prossima legge di stabilità, smentendo in parte le dichiarazioni di Matteo Renzi sulla concessione da parte dell’Unione Europea di 17 miliardi di euro di flessibilità.

Secondo Padoan l’indebitamento non arriverà al 3%, ma al 2,6% “e continuerà a scendere negli anni successivi“. Gli spazi di manovra dovrebbero arrivare dalla correzione al rialzo delle stime sull’aumento del Pil – che dovrebbe passare dallo 0,7 allo 0,9% nel 2015 e dall’1,4 all’1,5% per l’anno venturo. Il confronto con l’Unione Europea è per ottenere uno 0,1% di margine di flessibilità in più grazie alla clausola delle riforme a cui dovrebbero aggiungersi i margini previsti dalla clausola relativa agli investimenti – ma per avere un quadro complessivo della situazione bisognerà aspettare la metà di ottobre quando le leggi di stabilità dei singoli paesi europei verranno esaminati dalla Commissione europea.

Per quanto riguarda i caratteri principali della manovra del governo, Padoan ha confermato l’impegno a intervenire sulle situazioni di maggior disagio che riguardano gli esodati ma prima vorrebbe capire di quante persone bisogna ancora salvaguardare. Più in generale il ministro dell’economia si è detto contrario a modiche strutturali dell’ultima riforma: “introdurre ulteriore flessibilità comporterebbe oneri rilevanti“, gli interventi “vanno valutati con attenzione tenendo conto di costi e benefici“. Un altro aspetto da riportare riguarda la cancellazione della Tasi sull’abitazione principale. Come era prevedibile il ministro ha annunciato che riguarderà sia i proprietari che gli affittuari. Il governo Renzi infine prevede “un’azione selettiva di politica industriale che punti alla crescita e all’internazionalizzazione di buone realtà innovative già presenti nel Mezzogiorno“.