L’atteggiamento dei consumatori rimane prudente a livello globale. Secondo i dati raccolti da Nielsen nel terzo trimestre del 2012 la fiducia globale dei consumatori è infatti cresciuta di un punto rispetto al trimestre precedente, arrivando a 92, e di 4 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Durante l’ultima fase dell’indagine, condotta fra il 10 agosto e il 7 settembre 2012, il livello generale di fiducia è aumentato nel 52% dei mercati mondiali  presi in esame da Nielsen, rispetto all’aumento nel 41% dei mercati registrato nel trimestre precedente.

 “Nel terzo trimestre del 2012 i consumatori si sono rivelati prudenti, soprattutto in Europa, dove nonostante le recenti politiche di stabilizzazione promosse della Banca Centrale Europea, la situazione economica continua ad essere molto precaria – ha dichiarato Venkatesh Bala, chief economist presso The Cambridge Group, società  del gruppo Nielsen – La crescita dell’esportazione cinese, soprattutto verso l’Eurozona, ha subito un notevole rallentamento, parallelamente alla contrazione dei consumi a livello locale. I consumatori statunitensi, seppur meno condizionati dall’andamento dell’Europa, si rivelano comunque ancora cauti di fronte ad una ripresa instabile, caratterizzata da livelli di disoccupazione alti e dall’aumento  insoddisfacente dei salari.”

Aumenta la percezione di recessione economica

Secondo l’indagine Nielsen, il 62% degli intervistati a livello globale ha affermato di sentire la crisi – percentuale in aumento rispetto al 57% rilevato nel trimestre precedente e allineata ai risultati del terzo trimestre del 2011. Inoltre, metà (49%) di quanti si sono espressi in questi termini, ritiene che tale condizione permarrà anche il prossimo anno.

In Europa, America Latina e nei Paesi dell’area Asia-Pacifico, un numero maggiore ha dichiarato che il proprio Paese attraversa un periodo di recessione più grave rispetto all’anno precedente e al trimestre precedente. Gli europei che sostengono di sentire la crisi sono aumentati, passando dal 71% del secondo trimestre al 75% del terzo. La percezione di recessione è aumentata di 7 punti percentuali nell’area Asia-Pacifico arrivando al 52% e di 4 punti percentuali in America Latina, raggiungendo il 53%. La regione che comprende Medio Oriente e Africa è stata l’unica a registrare una diminuzione, scendendo al 72% nel terzo trimestre.

Quale sarà la tendenza nei prossimi trimestri? Secondo Bala “le maggiori preoccupazioni relative alla crescita globale continueranno a concentrarsi sull’Europa. “Negli Stati Uniti il rischio principale, a fronte di una ripresa in atto, è rappresentato dal “fiscal cliff”; a partire da gennaio 2013 termineranno infatti sia il periodo di sgravi fiscali che le riduzioni automatiche di spese a livello governativo – ha aggiunto – Tali condizioni potrebbero causare un secondo periodo di recessione a meno che, nel frattempo, i legislatori non decidano di intervenire. Nonostante una riduzione dei livelli di crescita, la Cina resta in una fase positiva, e probabilmente contrasterà la contrazione delle esportazioni con un aumento della domanda interna. Ci aspettiamo una notevole incertezza con l’affermarsi di queste tendenze nel corso degli ultimi mesi dell’anno”.