In un Natale dove crisi e tagli alle spese sono diventate le parole d’ordine, fa specie riscontrare un settore merceologico che mette a segno un incremento rispetto al dato dell’anno passato. Si tratta delle vendite a domicilio che, stando alle proiezioni in arrivo da Univendita, la maggiore associazione di categoria italiana che riunisce le aziende di della vendita diretta a domicilio, dovrebbe registrare un incremento del 7,8% sul fatturato delle vendite natalizie rispetto al 2011, che erano state di 245 milioni.

Un risultato in netta controtendenza rispetto alle previsioni sui consumi degli italiani comunicate nei giorni scorsi da alcune associazioni di categoria. Ricordiamo ad esempio Confesercenti che aveva stimato consumi in calo del 3%, mentre per Federconsumatori la flessione stimata si attesterebbe nella forchetta 11-12%.

“Siamo di fronte a un cambiamento epocale nei modelli di spesa” sottolinea il presidente di Univendita, Luca Pozzoli. “La congiuntura costringe a essere più selettivi nelle scelte, a privilegiare beni che durino nel tempo. E così si spiega il nostro trend di crescita rispetto ai canali di vendita tradizionali e il nostro ruolo anticiclico“.

Secondo Univendita il settore merceologico che ha trainato le vendite natalizie è stato quello dei beni durevoli per la casa, che hanno segnato un + 9,5%; segue il comparto altri beni e servizi con un 8,7% (da segnalare il + 18,5% registrato dal settore viaggi e vacanze); quindi il + 5,9% per cosmesi e accessori moda e il + 3,7% di alimentari e beni di consumo della casa, il settore tradizionalmente meno interessato dai regali e che quindi mantiene il trend di crescita conosciuto nel corso del 2012.