La NASpI è la nuova assicurazione sociale per l’impiego, un ammortizzatore sociale introdotto dal Jobs Act che dal 1° maggio 2015 ha preso il posto di ASPi e Mini-ASPi.

Il sussidio viene erogato dallo Stato in base alla retribuzione percepita, pari a due mensilità per ogni anno di servizio. L’importo corrisponderà a:

  • per i primi 4 mesi, al 75% della retribuzione per la parte del salario mensile che non supera i 1.195 euro e al 25% per la parte che supera la soglia;
  • dal 5° mese l’importo si riduce del 3% ogni mese.

In totale, l’indennità non può essere superiore ai 1.300 euro lordi e verrà erogata per un massimo di 24 mesi, ovvero 6 mesi per i lavoratori precari.

Possono fruire della NASpI coloro che rientrano nei seguenti requisiti:

  • essere stati assunti con un contratto di lavoratore dipendente, a tempo determinato o indeterminato;
  • essere in disoccupazione involontaria, oppure aver presentato dimissioni per giusta causa e in caso di fuoriuscita consensuale con il datore di lavoro;
  • aver maturato 13 settimane di contribuzione negli ultimi 48 mesi;
  • aver accumulato almeno 30 giorni di lavoro nell’anno precedente.

La NASpI non spetta ai dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato e ai lavoratori agricoli.

Il beneficiario dell’assegno NASpI deve obbligatoriamente seguire dei corsi di riqualificazione e formazione professionale volti a favorire il rientro nel mondo del lavoro.

Chi percepisce la NASpI può decidere di riceverla in un’unica soluzione con lo scopo di avviare un’attività autonoma, purché il reddito risultante da tale attività resti inferiore ai 4.800 euro all’anno.