La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), l’ammortizzatore sociale introdotto dal Jobs Act che dal 1° maggio 2015 ha preso il posto di ASPi e Mini-ASPi, spetta a coloro che perdono il lavoro, a patto di rientrare in determinati requisiti.

Più in particolare possono fruire della NASpI coloro che rientrano nelle seguenti casistiche:

  • essere stati assunti con un contratto di lavoratore dipendente, a tempo determinato o indeterminato;
  • essere in disoccupazione involontaria, oppure aver presentato dimissioni per giusta causa, o in caso di dimissioni durante il periodo tutelato di maternità ex articolo 55 Dlgs 151/2001 (da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del figlio) e per la risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione (articolo 1, comma 40, della legge 92/2012);
  • aver maturato 13 settimane di contribuzione negli ultimi 48 mesi, ovvero nei 4 anni precedenti. Sono valide tutte le settimane con retribuzione non inferiore ai minimali (anche non versata). Sono validi ai fini del diritto i contributi lavoro subordinato, contributi figurativi per maternità obbligatoria se all’inizio dell’astensione risulta già versata o dovuta contribuzione, periodi di congedo parentale purché indennizzati e in costanza di rapporto di lavoro, periodi di lavoro in paesi comunitari o convenzionati ove sia prevista la possibilità di totalizzazione, periodi di astensione per malattia figli fino agli otto anni di età nel limite di cinque giorni lavorativi nell’anno solare. I periodi nel settore agricolo sono cumulabili se nel quadriennio risulta prevalente la retribuzione non agricola. Non sono validi: malattia e infortunio sul lavoro senza integrazione della retribuzione, cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore, assenze per permessi e congedi fruiti dal lavoratore che sia coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità;
  • aver accumulato nei 12 mesi precedenti 30 giornate di effettiva presenza a prescindere dalla durata oraria. Determinano un allungamento dei 12 mesi, pari alla durata dell’evento stesso: malattia e infortunio sul lavoro senza integrazione della retribuzione, CIG straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore, assenze per permessi e congedi fruiti dal lavoratore che sia coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità, maternità, congedo parentale.

Sono esclusi dalla NASpI i dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato e i lavoratori agricoli.