Alla NASpI, la nuova indennità di disoccupazione che dal primo maggio 2015 ha sostituito ASpI e mini ASpI spetta a tutti i lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro, anche a coloro che hanno dato le dimissioni per giusta causa.

La circolare INPS n° 94/2015 ha chiarito che le dimissioni per giusta causa che danno diritto all’indennità di disoccupazione sono:

  • mancato o ritardato pagamento della retribuzione;
  • molestie sessuali sul posto di lavoro;
  • peggioramento delle mansioni lavorative;
  • mobbing;
  • variazioni importanti delle condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda;
  • trasferimento presso un’altra sede senza motivi tecnici, organizzativi o produttivi;
  • comportamento ingiurioso del superiore gerarchico nei confronti del dipendente.

Alla domanda di NASpI il lavoratore deve allegare ogni documento utile a dimostrare la giusta causa ( diffide, esposti, denunce, citazioni, ricorsi d’urgenza ex art. 700 c.p.c., sentenze od ogni altro documento idoneo, etc.) e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da cui risulti la sua volontà di “difendersi in giudizio” nei confronti di un comportamento illecito del datore di lavoro.

Il lavoratore vede inoltre impegnarsi a comunicare l’esito della controversia giudiziale o extragiudiziale.

Qualora la controversia giudiziale o extragiudiziale dia esito negativo, ovvero neghi la giusta causa, l’INPS procederà con il recupero dell’indennità eventualmente corrisposta.