La NASpI è l’indennità di disoccupazione istituita dal 1° maggio 2015, in sostituzione dell’indennità di disoccupazione denominata Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI), viene erogata a fronte di esplicita domanda in favore di lavoratori dipendenti che abbiano perduto involontariamente l’occupazione, per gli eventi di disoccupazione che si verificano dal 1° maggio 2015.

Esclusi dalla NASpI

Non sono destinatari della indennità di disoccupazione NASpI:

  • i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa.

Inoltre, non possono accedere all’indennità di disoccupazione NASpI i lavoratori titolari di trattamento pensionistico diretto.

Ammortizzatori sociali dipendenti agricoli

Dunque la NASpI non spetta ai lavoratori agricoli in quanto, spiega l’INPS:

“I lavoratori agricoli beneficiano di ammortizzatori sociali diversi da quelli accessibili dagli altri lavoratori in quanto concessi a prescindere dalla data di inizio e dalla durata della disoccupazione. In molti casi perciò i sussidi di disoccupazione diventano una forma di integrazione al salario, volta a compensare la forte stagionalità del lavoro agricolo. Questo spiega anche perché la percentuale di lavoratori che fruisce dei sussidi sia molto alta (attorno al 50%) e rimanga tale anche in fasi di ripresa economica. Al contrario degli ammortizzatori per gli altri lavoratori, compresi quelli stagionali, le prestazioni a sostegno del reddito dei lavoratori agricoli non sono state riformate negli ultimi anni”.

Disoccupazione agricola

Gli operai che lavorano in agricoltura iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli hanno dunque diritto ad una particolare indennità, la disoccupazione agricola che spetta a:

  • operai agricoli a tempo determinato;
  • piccoli coloni;
  • compartecipanti familiari;
  • piccoli coltivatori diretti che integrano fino a 51 le giornate di iscrizione negli elenchi nominativi mediante versamenti volontari;
  • operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano per parte dell’anno.

Sono invece esclusi dalla disoccupazione agricola:

  • i lavoratori che presentino la domanda oltre il termine previsto;
  • i lavoratori iscritti in una delle Gestioni autonome o nella Gestione Separata per l’intero anno, ovvero per parte dell’anno, ma il numero delle giornate lavorative rientranti nel periodo di iscrizione è superiore a quelle di attività lavorativa dipendente;
  • i lavoratori già titolari di pensione diretta alla data del 1° gennaio dell’anno di competenza della prestazione. Nel caso di pensionamento in corso d’anno, il numero delle giornate indennizzate per disoccupazione agricola viene riproporzionato rispetto al numero di mesi antecedenti la decorrenza della pensione;
  • i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale;
  • i lavoratori che si dimettono volontariamente, fanno eccezione:
  • le lavoratrici madri che si dimettono nel corso del periodo di puerperio (o lavoratori padri);
  • coloro che si dimettono per giusta causa.

Come requisiti vengono richiesti:

  • iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti, per l’anno cui si riferisce la domanda o un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato per parte dell’anno di competenza della prestazione;
  • almeno due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (mediante l’iscrizione negli elenchi agricoli per almeno due anni o in alternativa con l’iscrizione negli elenchi per l’anno di competenza della prestazione e l’accreditamento di un contributo contro la disoccupazione involontaria per attività dipendente non agricola precedente al biennio di riferimento della prestazione);
  • almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall’anno cui si riferisce l’indennità e dall’anno precedente (tale requisito può essere perfezionato mediante il cumulo con la contribuzione relativa ad attività dipendente non agricola purché l’attività agricola sia prevalente nell’anno o nel biennio di riferimento).

Possono essere utilizzati, per raggiungere i 102 contributi, anche quelli figurativi relativi a periodi di maternità obbligatoria e congedo parentale, compresi nel biennio utile. Ricordiamo invece che per la generalità dei lavoratori l’indennità di disoccupazione NASpI non richiede alcuna anzianità assicurativa, ma occorrono almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione e trenta giornate di effettivo lavoro nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Sono valide ai fini del diritto alla pensione anticipata le prime 90 giornate lavorate da coloro che, nell’anno di competenza della prestazione, risultino iscritti negli elenchi nominativi per almeno 101 giornate o abbiano svolto attività lavorativa dipendente agricola ed eventualmente non agricola per più di 150 giorni.

Ammontare dell’indennità

L’indennità spetta nella misura del 40% della retribuzione di riferimento ((l’indennità di disoccupazione NASpI è pari al 75% della retribuzione, per i primi tre mesi, poi si riduce progressivamente), per un numero di giornate pari a quelle lavorate entro il limite massimo di 365 (366) giornate annue dalle quali si devono detrarre:

  • le giornate di lavoro dipendente agricolo e non agricolo;
  • le giornate di lavoro in proprio;
  • le giornate indennizzate ad altro titolo, quali malattia, maternità infortunio etc.;
  • quelle non indennizzabili quali espatrio definitivo etc.

Per l’indennità di disoccupazione NASpI la durata è invece pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni precedenti la cessazione del lavoro.

Dall’importo spettante viene detratto il 9% per ogni giornata di indennità di disoccupazione erogata a titolo di contributo di solidarietà, per un numero massimo di 150 giorni.

Agli operai agricoli a tempo indeterminato l’indennità viene erogata per un importo pari al 30% della retribuzione effettiva senza applicare la trattenuta per contributo di solidarietà.

Domanda di disoccupazione agricola

La domanda di disoccupazione agricola va presentata telematicamente entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione utilizzando i Servizi telematici INPS accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto oppure mediante enti di patronato o Contact Center multicanale, al numero 803164 da telefono fisso oppure al numero 06164164 da telefono cellulare, con tariffazione a carico dell’utenza chiamante.

In caso di decesso dell’assicurato, la domanda può essere inoltrata dagli eredi entro la stessa data (31 marzo dell’anno successivo).

Erogazione disoccupazione agricola

Il pagamento dell’indennità viene effettuato direttamente dall’INPS in un’unica soluzione e determina automaticamente l’accredito di contribuzione figurativa, calcolata detraendo dal parametro 270 (anno intero ai fini pensionistici) le giornate lavorate e quelle già indennizzate ad altro titolo. Le giornate accreditate figurativamente sono utili ai fini del diritto e della misura delle pensioni di vecchiaia, invalidità e superstiti.

Fonte: INPS.