Le borse statunitensi hanno chiuso la quinta settimana consecutiva in rialzo sulla scia delle buone indicazioni provenienti dal fronte macroeconomico: in gennaio l’economia statunitense ha creato 243 mila nuovi posti di lavoro, con il tasso di disoccupazione sceso all’8,3%, e il rialzo dell’ISM non-manifatturiero da 53 a 56,8 ha evidenziato che il trend positivo potrebbe proseguire anche nei prossimi mesi. I principali indici statunitensi sono, così, saliti a livelli che non si vedevano da diversi anni.

Il Nasdaq, grazie ad un progresso dell’1,61% si è portato sui massimi dal 2000, mentre il Dow Jones Industrial (+1,23%) ha registrato il massimo dal 2008.

Sulla scia del buon andamento del mercato del lavoro, hanno registrato dei forti progressi le società attive nella ricerca del personale: Robert Half International è salita del 6,2%, Manpower del 4,7% e On Assignment del 6,4%.

Anche i bancari e società immobiliari sono stati al centro dell’interesse degli investitori. L’indice settoriale delle banche è avanzato del 3,3%, con Bank of America (+5,2%) in gran spolvero, mentre i costruttori sono saliti del 5,2%. Il miglioramento del mercato del lavoro, infatti, potrebbe ravvivare il mercato immobiliare, che risente ancora della crisi scoppiata nel 2007.

Un segnale di forza dell’economia è arrivato da FedEx, avanzata dell’1,9%. La società di trasporti è un termometro dell’economia statunitense poiché le proprie attività spaziano dalla spedizione di farmaci a quella di documenti finanziari. All’interno dell’indice Dow Jones solo tre società su trenta hanno chiuso in ribasso: Merck, Procter & Gamble and Pfizer.