Quando si parla di mutuo chirografario ci si riferisce a quel mutuo per cui non è necessario ipotecare alcun bene: grazie infatti alla modesta entità dell’importo richiesto, il beneficiario può anche evitare di accendere un’ipoteca, essendo sufficiente quindi l’impegno sottoscritto dal richiedente (che diventerà dunque il debitore della somma).

Mutuo chirografario: tassi

Il mutuo chirografario, rispetto a quello ipotecario, prevede un tasso d’interesse generalmente più alto, in quanto, già come in precedenza indicato, esso non dispone di garanzie su immobili. I tassi d’interesse possono essere comunque variabili, fissi, misti.

  • Tasso variabile: il tasso di interesse può variare, con cadenze prestabilite, secondo l’andamento di uno o più parametri di indicizzazione fissati nel contratto. Il rischio principale è l’aumento imprevedibile e consistente dell’importo o del numero delle rate.
  • Tasso fisso: rimangono fissi per tutta la durata del mutuo sia il tasso di interesse sia l’importo delle singole rate. Lo svantaggio è non poter sfruttare eventuali riduzioni dei tassi di mercato.
  • Tasso misto: il tasso di interesse può passare da fisso a variabile (o viceversa) a scadenze e/o a condizioni stabilite nel contratto. Il contratto indica se questo passaggio dipende o meno dalla scelta del cliente e secondo quali modalità la scelta avviene.

Mutuo chirografario: garanzie richieste

Il mutuo chirografario è noto proprio perché, almeno in linea generale, vista la somma richiesta, non sono previste garanzie da presentare. Pur non essendo previsto l’obbligo di accendere un’ipoteca, qualora non si disponga di garanzie sufficienti per ottenere la somma richiesta, è possibile garantire il mutuo chirografario attraverso l’impiego di:

  • garanzie cambiarie
  • pegno su titoli
  • fideiussioni
  • avalli.