Negli ultimi mesi è stata registrata un’alta frequenza di richieste di mutui a tasso fisso, un trend nettamente diverso rispetto a qualche anno fa e che fa dunque segnare un drastico mutamento di abitudini negli italiani.

Il fatto che i mutui a tasso fisso siano riusciti a conquistare la fiducia di coloro che chiedono una somma in prestito (in genere per finanziare l’acquisto di un immobile che il più delle volte è la prima casa) è dovuto soprattutto ad alcuni fattori determinanti: avere la sicurezza di pagare una certa somma e di non vederla mutare – spesso al rialzo – nel corso del tempo ma anche le migliori condizioni di mercato a cui oggi è possibile stipulare mutui a tasso fisso.

Si stima infatti che attualmente, per un mutuo a tasso fisso, la cifra da investire mensilmente si aggirerebbe intorno ai 618 euro, contro i 727 euro del passato. Un risparmio finale che arriverebbe ai 26 mila e che permetterebbe dunque di sborsare molto denaro in meno. Bastano soltanto questi pochi dettagli per spiegare come mai i mutui a tasso fisso abbiano fatto registrare un vero e proprio boom negli ultimi tempi, fino a rappresentare almeno i tre quarti delle erogazioni di nuovi mutui.

A questi dati si affiancherebbero anche le surroghe, ossia la rinegoziazione del mutuo, che permette di trasferire il finanziamento presso altro istituto di credito che pratica condizioni più favorevoli per il cliente e che spesso permette di trasformare un iniziale mutuo a tasso variabile in mutuo a tasso fisso.

Le banche, da parte loro, possono offrire mutui a tasso fisso con costi così bassi grazie al costo minimo della raccolta. Questo tipo di mutuo, inoltre, sarebbe in grado di mettere al riparo dalla futura possibilità che il cliente possa chiedere la surroga presso altro istituto creditizio. Insomma, una scelta che conviene tanto al cliente quanto alla banca che emette il finanziamento.