In un periodo di crisi economica, la cosa importante, verrebbe da dire, è riuscire a pagare la rata del mutuo. L’importante però è che non aumenti troppo. Ecco cosa succede in questo periodo.L’esordio di Mario Draghi alla Presidenza della Banca Centrale Europea è stato provvidenziale per quanti nel 2011, fino a novembre, hanno già acceso un mutuo a tasso variabile. Infatti il neo presidente della BCE ha deciso di incentivare lo sviluppo tagliando i tassi d’interesse.

La riduzione dei tassi dello 0,25 per cento comporta un alleggerimento della rata mensile. Per fare un esempio, il classico mutuo ventennale di 100mila euro, costa circa 13 euro in meno al mese. Quel che cambia è la posizione degli aspiranti mutuatari.

Per coloro che in questo periodo hanno deciso di fare il grande passo ed investire nel mattone, le cose si mettono male perché stando a quanto riporta Mutuionline.it le banche hanno aumentato i loro spread.

In pratica gli istituti di credito hanno deciso di guadagnare di più sui prestiti concessi ai cittadini intenzionati a pagare una casa. In appena otto mesi si è passati da uno spread medio dell’1,24% ad uno spread del 2,57%.

Stessa cosa per quella quota percentuale che le banche aggiungono, in genere al tasso Euribor per calcolare il tasso complessivo dei mutui variabili. In questo caso il passaggio è stato dall’1,32 per cento al 2,53 per cento.