I mutui variabili hanno già subito una batosta con l’aumento dei tassi d’interesse operato dalla BCE. Le rate per i mutuatari sono più salate da subito, ma Trichet avverte: è un provvedimento utile a porre fine all’aumento dell’inflazione.

Intanto la manovra economica di Tremonti, applaudita da molti economisti europei, interviene anche sul tema mutui con l’articolo 8, commi 6 e 8. Si parla, nel dettaglio, della rinegoziazione dei mutui ipotecari a tasso variabile e della semplificazione delle pratiche per la portabilità del mutuo. Approfondiamo il primo argomento.

Rinegoziazione. Potranno essere rinegoziati, entro la fine del 2012 (31 dicembre) i mutui ipotecari a tasso variabile che hanno anche le seguenti caratteristiche: sono stati stipulati prima dell’entrata in vigore della legge di conversione; non superano i 200 mila euro; sono finalizzati all’acquisto della prima casa; hanno un tasso variabile o una rata variabile per tutta la durata del mutuo.

È importante che anche il mutuatario rientri in alcuni range. Per esempio al momento della richiesta, deve avere un Isee che non supera i 35 mila euro e non deve aver mai pagato le rate del mutuo in ritardo. Il tasso variabile, in ogni caso, è sostituito da un tasso annuo nominale fisso che, in teoria, sostituisce il precedente tasso per tutta la durata residua del mutuo, ma che può variare (per esempio per periodi inferiori) in base ad accordi particolari con il cliente.