Il mercato dei mutui sta ripartendo. Cosa cambia per i lavoratori atipici? Secondo Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline.itOggi nella selezione delle richieste le banche sono orientate su aspetti che riguardano solo in parte il tipo di contratto“. Insomma conta quanto si guadagna come stipendio.

Ovviamente il reddito deve essere messo in relazione con il mutuo da richiedere. Ad esempio se si chiede un finanziamento di 100.000 euro per vent’anni, basta avere un reddito di 1.500 euro. Se si guadagna di meno – 1.200 euro – si può chiedere un mutuo per una durata più lunga – 30 anni.

Difficile in ogni caso aspettarsi delle rivoluzioni. E nel primo semestre dell’anno passato, la quota di mutui concessa a favore dei lavoratori con contratti atipici è stata pari solo allo 0,6% del totale. Un altro svantaggio per questa categoria è rappresentata dal fatto che questi soggetti devono pagare il mutuo più caro di altre categorie – ovvero hanno uno spread maggiore dei lavoratori a tempo indeterminato e quindi un tasso d’interesse sul mutuo più elevato –  e fornire garanzie suppletive – rappresentate in genere da un genitore che si fa garante del finanziamento.

Negli ultimi anni le banche hanno “scoperto” la categoria dei precari e per loro hanno costruito dei prodotti “su misura”. Spesso queste offerte non prevedono la presenza di alcun garante, ma sono più costosi di prodotti destinati ad un’altra parte della clientela perché prevedono una serie di polizze assicurative per coprire i rischi legati alla perdita del lavoro e quindi all’impossibilità di pagare una parte delle rate del mutuo.

In ogni caso per una giovane coppia conviene fare il giro delle banche per chiedere un mutuo, visto che gli spread sono ai minimi storici. Il miglior tasso fisso viaggia intorno al tre per cento, mentre per il tasso variabile siamo ad un 1,7%. Vale la pena anche perché il mercato dei mutui sembra in netta ripresa con un incremento delle erogazioni valutato nell’rdine del 32% nei primi mesi dell’anno.